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Facoltà di Agraria Università degli Studi di Milano
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Cenni storici
 
Con sovrana risoluzione il 14 aprile 1774 Maria Teresa d'Austria ordinava che l'Orto dell'allora soppresso Collegio dei Gesuiti di Brera venisse considerato un Orto Botanico con l'incarico - tra gli altri - dell'insegnamento della Botanica officinale per gli studenti "speziali" e medici.
 
Sempre nel 1774 il ministro Kaunitz scriveva al governatore della Lombardia Carlo di Firmian di aggiungere alla denominazione di Orto Botanico anche quella di "economico" e che lo stesso desse istruzioni sull'uso delle diverse piante non meno che su tutti i principi generali della vegetazione e sulle "più felici pratiche scoperte" nelle parti più importanti dell'economia rurale.
 
In Lombardia , peraltro, fino al 1860 esisteva una sola cattedra universitaria di agronomia presso l'Università di Pavia. Essa era riservata agli studenti delle Facoltà di Ingegneria e di giurisprudenza, nel corso dei rispettivi piani di studio. Con legge del 13 novembre 1859, si istituì a Milano un Istituto Tecnico Superiore (il futuro Politecnico), che conferiva i diplomi di ingegnere agronomico e meccanico. L'Orto di Brera fu aggregato all'Istituto Tecnico Superiore nel 1863.
 
Il 16 dicembre 1868 Il Consiglio Provinciale di Milano diede incarico alla sua Deputazione di elaborare un progetto per l'istituzione di una Scuola Superiore di Agricoltura, tenendo conto della esistente sezione di Agrimensura e di Agronomia (e relative cattedre di Agronomia, Economia rurale, Idraulica agricola, Giurisprudenza agricola, Botanica e Zoologia applicata) dell'Istituto Tecnico Superiore di Milano.
 
Con Regio Decreto del 10 aprile 1870 venne formalizzata ufficialmente l'istituzione in Milano della Regia Scuola Superiore di Agricoltura, la prima in Italia. Infatti nella relazione del Ministero dell'Agricoltura al Re, che accompagnava il citato decreto, si deduce che " perchè la buona agricoltura è di necessità universale, e perchè ogni scuola compiuta in questa materia deve accomodarsi alle varie scuole di cultura in cui la penisola è divisa, così l'Italia ha certamente bisogno di più Scuole Superiori di Agricoltura. Incominciando con l'istituirne una a Milano, nel centro dell'ampia e fruttifera pianura lombarda,..."
 
Il regolamento attuativo fu approvato con Regio Decreto il 2 aprile 1871; lo stesso anno iniziarono i corsi, diretti dal prof. Gaetano Cantoni. La durata degli studi era di tre anni, alla fine dei quali gli studenti ottenevano la laurea in Scienze Agrarie. Alla Scuola fu concesso l'uso dell'Orto Botanico di Brera, pur non cessando la dipendenza dell'Orto stesso dall'Istituto tecnico superiore.
 
Nel 1870 la Scuola ebbe la sua sede alla fine del corso S. Celso nell'edificio, detto S. Luca, dell'ex Collegio Militare (presso porta S. Celso, ora Porta Ludovica). Dopo soli 4 anni la Scuola dovette abbandonare l'edificio di S. Luca - ridestinato a Collegio Militare, dove aveva a disposizione ampi spazi in cui avevano trovato una soddisfacente collocazione gli uffici, le aule, i gabinetti scientifici, i laboratori, le varie collezioni, le macchine e le attrezzature agricole e dove disponeva inoltre di un campo sperimentale. La scuola fu trasferita nei locali dell'antico convento dell'Incoronata di Via Marsala dove lo spazio usufruibile era insufficiente.
 
Nel 1888, in seguito ad una convenzione tra Governo, Provincia, Comune, si addiviene ad una riforma proposta dal senatore Francesco Brioschi, il Preside successo al prof. Cantoni nella direzione. Come conseguenza la Scuola passò sotto il diretto ed assoluto controllo dello Stato. Il numero delle materie insegnate aumentò e gli anni di studio furono portati a quattro, riservando per l'ultimo anno un periodo di tirocinio pratico per gli studenti.
 
Con il 1920 la Regia Scuola Superiore di Agricoltura compie 50 anni di vita. Qualche anno dopo ne viene cambiata la denominazione in Regio Istituto Superiore Agrario di Milano. Quasi contemporaneamente, nel 1926, il Regio Istituto viene trasferito all'attuale sede di Via Celoria 2.Facoltà di agraria
 
Fino al 1935 gli Istituti Superiori di Agricoltura italiani dipesero dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste (Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, all'epoca della fondazione, nel 1870). Dal 1935, con altri confratelli il Regio Istituto passò al Ministero della Pubblica Istruzione e divenne Facoltà Universitaria, nell'ambito dell'Università degli Studi di Milano. Il divorzio dal Ministero dell'Agricoltura si accentuò ulteriormente dopo la riforma di molti degli enti di Ricerca (1968) che lo stesso Ministero separò dalle Facoltà.
 
Oggi la Facoltà ha attivi 17 corsi di laurea di cui 9 corsi di laurea triennali: Agrotecnologie per l’ambiente e il territorio, Biotecnologie vegetali alimentari agroambientali (interfacoltà), Produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze e tecnologie della ristorazione, Scienze e tecnologie erboristiche (interfacoltà), Viticoltura ed enologia, Valorizzazione e tutela dell'ambiente e del territorio montano (con sede a Edolo, Vallecamonica). Quest'ultimo Corso di laurea è l'unico dell'Italia settentrionale ad essere non solo dedicato ai problemi della montagna, ma ad essere tenuto interamente in area montana. Gli 8  corsi di laurea magistrali rappresentano il proseguimento funzionale delle lauree elencate e sono i seguenti: Alimentazione e nutrizione umana, Biotecnologie vegetali ambientali e agroambientali, Scienze agrarie, Scienze agroambientali, Scienze della produzione e protezione delle piante, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze viticole ed enologiche (interfacoltà) e Progettazione delle aree verdi e del paesaggio (interfacoltà). Conta circa 3.000 iscritti e un numero di immatricolati in costante ascesa negli ultimi 5 anni (da poco più di 500 a più di 800). I laureati sono circa 300 all'anno.
 
La Facoltà di Agraria di Milano è l'unica della Lombardia ed è la più grande delle Facoltà di Agraria in Italia, potendo contare, con i suoi 200 docenti di ruolo, più di 100 assegnisti e circa 110 dottorandi, su una massa critica di 400 ricercatori, che consente di sviluppare ricerche praticamente su tutti i settori dell'agro-alimentare. E' strutturata in 7 dipartimenti, Dipartimento di Economia e Politica Agraria Agro-Alimentare e Ambientale, Dipartimento di Ingegneria Agraria, Dipartimento di Produzione Vegetale, Dipartimento dei Sistemi agroalimentari e urbano e Valorizzazione delle Biodiversità, Dipartimento di Scienze Animali, Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche.
 
Negli ultimi 5 anni sono stati depositati una decina di brevetti riguardanti soprattutto tematiche alimentari ma anche d'interesse agrario ed ambientale. I buoni rapporti con il mondo delle imprese sono documentati dai numerosi contratti di ricerca e consulenza stipulati con le industrie.
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