Logo Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari Università degli Studi di Milano foto
Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari Università degli Studi di Milano
contatti    cerca    mappa   
Biologia e genetica della vite - unità didattica 2: ampelografia e miglioramento genetico
Codice: G250TB
Docente:  Attilio Scienza
Anno di corso: 
Quadrimestre/semestre: 
CFU: 
Articolazione dei CFU: Lezioni frontali: 4,5
Altro: 0,5
Obiettivi formativi:  U.D.1: Il corso si prefigge di dare le conoscenze specifiche di biologia e fisiologia della vite sulla base di quelle acquisite nei corsi di Biologia vegetale e di Agronomia e propedeutiche per il corso di tecnica colturale in viticoltura.
U.D.2: Il corso si prefigge di dare le conoscenze specifiche di genetica della vite sia teoriche che applicative, propedeutiche in particolare per il corso di tecnica colturale in viticoltura e di enologia.
Competenze acquisite:  U.D.1: Conoscenze analitiche di organografia, fenologia, fisiologia ed ecofisiologia della vite basilari per affrontare lo studio della viticoltura.
U.D.2: Aspetti genetici relativi all’origine dei vitigni coltivati, i metodi per il loro riconoscimento, le tecniche per il miglioramento delle loro prestazioni produttive e qualitative attraverso la selezione clonale e l’incrocio e come indirizzare le scelte varietali in funzione delle condizioni pedo-climatiche.
Sintesi del programma:  Richiami di genetica delle piante arboree L’origine delle varietà: vite selvatica e processi di domesticazione Ampelografia: storia e prospettive Le tecniche ampelografiche tradizionali e innovative Le schede varietali Miglioramento genetico per selezione massale e clonale, per incrocio; dei portinnesti; per la qualità dell’uva, per la resistenza agli stress biotici e abiotici. Le basi dell’interazione genotipo-ambiente, la stabilità fenotipica e la sua valutazione attraverso la zonazione
Programma:  Il Corso intende fornire allo studente alcune conoscenze scientifiche sia tecniche che applicative per meglio utilizzare nella sua professione di enologo, la variabilità genetica presente nel gen. Vitis, sia come varietà di vino che come portinnesti. In particolare il Corso focalizzerà alcuni aspetti dell'origine dei vitigni coltivati, i metodi per il loro riconoscimento, le tecniche per il miglioramento delle loro prestazioni produttive e qualitative attraverso la selezione clonale e l'incrocio e come indirizzare le scelte varietali in funzione delle condizioni pedo-climatiche. 1° CFU - Introduzione al corso Richiami di genetica delle piante arboree L'origine delle varietà: vite selvatica e processi di domesticazione 2° CFU - Ampelografia Storia e prospettive Le tecniche ampelografiche tradizionali e innovative Le schede varietali 3° CFU - Miglioramento genetico per selezione massale e clonale 4° CFU - Miglioramento genetico per incrocio Miglioramento genetico per incrocio Miglioramento genetico dei portinnesti Miglioramento genetico per la qualità dell'uva Miglioramento genetico per la resistenza agli stress biotici e abiotici 5° CFU L'interazione genotipo x ambiente Le basi dell'interazione, la stabilità fenotipica e la valutazione dell'interazione attraverso la zonazione
Prerequisiti:  L'esperienza di questi anni ha evidenziato che gli studenti che provengono dalle Scuole di Enologia di qualità (S. Michele a/A, Alba, Conegliano V.to) o da famiglie la cui attività prevalente è la produzione di uva e di vino, hanno una base di conoscenze adeguata per riuscire a meglio comprendere i contenuti del corso. Purtroppo il numero di questi studenti è modesto e quindi assume un valore fondamentale il tirocinio tecnico-pratico che si realizza nell’ambito del II anno
Propedeuticità:  Lo studente dovrebbe possedere una adeguata preparazione relativamente ad alcuni concetti fondamentali di genetica formale, di biometria, di citogenetica, di biologia molecolare e di viticoltura generale (morfologia e fisiologia della vite)
Materiale didattico:  Tavole didattiche in formato pdf e materiale bibliografico consegnato dal docente al tutor del corso
Modalità d'esame e altre info:  Con il superamento dell'esame lo studente dovrebbe essere in grado nella sua professione di enologo di : - riconoscere le principali varietà e portinnesti adatti per la zona dove esercita la sua attività; - valutare il potenziale produttivo e qualitativo dei principali vitigni; - individuare le scelte di combinazioni di innesto (vitigni, clone, portinnesti) capaci meglio di valorizzare l'ambiente pedoclimatico in cui opera; - essere capace di valutare una pubblicazione scientifica che tratta di miglioramento genetico, attuata sia con tecniche tradizionali che innovative; - essere capace di impostare una prova di confronto con cloni e vitigni diversi con relative microvinificazioni in scala; - saper scrivere una relazione sui risultati viticoli ed enologici di un lavoro di confronto varietale o clonale - saper esporre i risultati del proprio lavoro attraverso le moderne tecniche audiovisive
DOWNLOAD
Programma di Biologia e genetica della vite - unità didattica 2: ampelografia e miglioramento genetico (versione in pdf)
indietro
Università degli Studi di Milano